Chi sono…
Sono un uomo che viene da vicino, non ho mai viaggiato, sono sempre rimasto a Salerno. Città bella, dove gli orizzonti si possono anche aprire verso l’infinito, dove il mare ed il cielo si incontrano in un punto lontanissimo, ma anche…dentro vicinissimo dove l’abbraccio del golfo chiude nell’animo tutti i sentimenti e l’occhio si sofferma prima della notte verso le montagne di Amalfi. Salerno, città antica, prima tra le prime, culla di civiltà millenaria, unica, crogiuolo del saper medico, prima università del mondo conosciuto (fu sede della prima Università Scuola medica salernitana X - XI secolo).Ed io…un po’ più su ho studiato, al Liceo artistico che all’epoca (anni ‘70) si trovava nell’incantevole sede del centro storico già “Palazzo Genovese” stretto stretto nei vicoli arrampicati su verso il carcere di S.Antonio, attaccato alle rocce della montagna al castello Longobardo - Normanno che protegge tutta Salerno - e poi ancora ho insistito nel cammino artistico iscrivendomi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, conseguendo il diploma di Laurea in scultura sotto la guida dell’illustre e compianto Maestro Augusto Perez.La scultura mi ha insegnato molte cose, ma soprattutto ho capito come si manipola lo spazio bi e tridimensionale, creando volumi, alti-bassi, pieni-vuoti con luci ed ombre.Questo è il significato spaziale della percezione visiva, aggiungiamo a tutto questo il colore e otterremo la vita vera, semplice come il respiro, autentico come il ghiaccio, calda come il fuoco.è questo il segreto di qualsiasi lavoro scultoreo, pittorico, architettonico o di interior design. Sono queste le cose che faccio quando ho la possibilità di fare qualcosa in questo misterioso mondo creativo. Prima di iniziare qualcosa mi pongo con umiltà e rispetto e penso: “Non ci riuscirai mai !!!“. Poi quasi contro la mia volontà e le mie capacità riesco a tirar fuori tutto quello che come una spugna ho trattenuto nella stratificazione del mio vissuto.Dopo 25 anni mi sono riappropriato delle capacità che avevo nascosto dentro di me e adesso da poco più di un anno, sto finalmente affrontando tele e tavole di grosso formato, che mai avrei creduto di poter riempire. Nelle cose che faccio c’è sempre un po’ di cielo, forse un po’ di verde, qualche volta fili colorati che, come la vita vera, diventano segni emblematici di una umanità sofferente. Forme piatte che non di rado esprimono amore verso l’uomo con la sua sofferenza del vivere, il tutto mediato da un’ironia esistenziale che qualche volta ti lascia l’amaro in bocca, confortato da un esile pensiero volto verso il Creatore.

